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insegnanti
Sono Daniele Magli la prima volta che ho sentito il suono delle percussioni avevo sei o sette anni: mio fratello maggiore acquistò un disco dei Santana ed ascoltai per la prima volta quei suoni allora ancora misteriosi…
Da quel momento decisi che da grande avrei suonato quegli strumenti di cui allora ne ignoravo persino l’aspetto!
Ora sono passati tanti anni e benché non abbia ancora deciso cosa fare “da grande”, suonare le percussioni è diventato un lavoro.
Credo che la musica stia vivendo in Italia un momento unico e forse irripetibile di fermento culturale, collocandoci al centro di un Mediterraneo molto vivo, pronto a raccogliere e ridistribuire le esperienze musicali dei tanti popoli che vi si affacciano e le percussioni sono tra gli strumenti musicali la categoria che forse più di tutte sta traendo beneficio da questa situazione.
Anche il ruolo del percussionista è stato abbondantemente rivalutato in tutti i generi musicali e ve ne è attualmente una grandissima richiesta nel panorama musicale.
Personalmente ho avuto la fortuna di studiare con insegnanti provenienti dal Peru , dal Brasile, dal Senegal, da Cuba, da cui ho appreso oltre la tecnica vera e propria degli strumenti, anche il loro concetto, la loro idea di fare musica, che difficilmente troviamo sui metodi musicali, perché quasi sempre trasmessi verbalmente da secoli.
Eppure, ancora dopo tanti anni, per quel che mi riguarda le percussioni rimangono sempre avvolte da un affascinante mistero.
E tutte le volte che inizio uno spettacolo e sono vicino ai miei tamburi mi sento come all’inizio di un viaggio dalla destinazione ignota…
Daniele Magli, percussioni e batteria
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